Il lato oscuro delle fake news: Analisi del Comportamento e alfabetizzazione mediatica

Co-authored by Dr. Melissa Swisher, Lecturer, Purdue University

Translation by Giuseppe Laganà

La quantità di informazioni presenti su internet è sconcertante. È possibile trascorrere un’ intera giornata a navigare su Internet e non incontrare le stesse informazioni più di una volta. Il World Wide Web era originariamente un modo conveniente per condividere nuove scoperte tra gli scienziati dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e si è evoluto al fine di consentire a qualsiasi utente di condividere informazioni. Sono 2,9 miliardi gli utenti che hanno navigato su Internet nel 2014 (McCarthy, 2014), dunque una percentuale significativa della popolazione interagisce con i digital media. Qualsiasi cosa vogliamo sapere è disponibile su Internet, ma non tutte le informazioni sono effettivamente accurate.

Qualche informazione non veritiera può capitare, ma ne sono la causa altre informazioni non vere: ad es. nell’Unione Sovietica dell’era staliniana, era pratica comune rimuovere ex-alleati politici dalle fotografie e fingere che non ci fossero mai stati. Al fine di promuovere l’alfabetizzazione mediatica, gli insegnanti in Ucraina stanno utilizzando il programma: “Impara a discernere!” finanziato in parte dalle ambasciate degli Stati Uniti e del Regno Unito per aiutare gli studenti a individuare fake news, propaganda e discorsi di incitamento all’odio (Ingber, 2019). Dopo che gli insegnanti hanno utilizzato il programma, gli studenti hanno avuto maggiori probabilità di rilevare discorsi di odio e notizie false rispetto ai loro coetanei che non hanno ricevuto lezioni di alfabetizzazione mediatica. Il programma Impara a discernere è stato inizialmente testato in 50 scuole, ma si espanderà a circa 650 scuole entro il 2021. Fortunatamente, ci sono molte risorse per insegnare agli studenti a riconoscere fake news (vedi Alvarez Boyd, 2017; BBC; BookWidgets; Piano lezioni PBS; TeachHUB).

Nell’analisi del comportamento vogliamo far si che gli utenti siano informati circa l’utilizzo dei digital media. Possiamo farlo in due modi: insegnare esplicitamente la differenza tra notizie ingigantite e notizie accurate, oppure sostenere gli utenti che condividono notizie con un contenuto affidabile. Possiamo utilizzare un training sulla discriminazione per insegnare alle persone come riconoscere le fake news rispetto alle informazioni accurate. Possiamo anche utilizzare il Pro-Truth Pledge di Tsipursky e Morford (2018) come garanzia pubblica per gli utenti di Internet che la riproduzione condivide solo informazioni accurate.

Stalin pictured with (top) and without (bottom) Nikolai Yezhov at the Moscow-Volga Canal courtesy of Deanmoore in the Public Domain

Un training di discriminazione implica che occorre insegnare a rispondere ad uno stimolo e a non rispondere ad un altro. Solitamente, la risposta allo stimolo corretto produce un rinforzo e la risposta allo stimolo errato produce un punitore o nulla. Di fronte a un semaforo, abbiamo imparato a procedere se siamo di fronte a una luce verde (stimolo corretto) ma a fermarci di fronte a una luce rossa (stimolo errato) per non prendere una multa. Sebbene la procedura di base sia semplice, essa è anche versatile. Il training sulla discriminazione è stato utilizzato in varie situazioni e con molte popolazioni: Keintz, Miguel, Kao e Finn (2011) hanno insegnato ai bambini con disturbo dello spettro autistico il valore e il nome delle monete attraverso un training di discriminazione; Ortega and Lovett (2018) hanno insegnato a un uomo con sindrome di Down come selezionare le immagini degli utensili da cucina in base ai loro nomi e leggere quei nomi in un programma di attività che comprendeva un training sulla discriminazione; e Pelaez, Virues-Ortega e Gewirtz (2012) hanno insegnato ai bambini a discriminare le espressioni gioiose e timorose della madre per capire se possono avvicinarsi a un oggetto a loro sconosciuto. Possiamo anche dare suggerimenti (ad es. Carp, Peterson, Arkel, Petursdottir e Ingvarsson, 2012) prima che lo studente faccia la sua scelta e organizzi diverse procedure di correzione degli errori (ad es. Smith, Mruzek, Wheat, & Hughes, 2006) per aiutarlo ad acquisire nuovi abilità più velocemente.

Una volta identificate descrizioni complete e accurate di notizie (definizioni operative; Skinner, 1984), possiamo insegnare il concetto di notizie veritiere attraverso un training sulla discriminazione agli studenti di tutte le età. Le notizie accurate potrebbero avere le seguenti caratteristiche (ad esempio Street & Johnson, 2014): apparire su siti web educativi e no profit, riportare tutti i dettagli rilevanti, essere redatti da un esperto di quella zona, dotare di citazioni di fonti pertinenti e complete, avere una data di pubblicazione recente, e contenere contenuti seri piuttosto che satirici (IFLA). Dobbiamo anche esaminare qualsiasi potenziale pregiudizio che riteniamo possa offuscare la nostra interpretazione delle informazioni e possiamo chiedere a un esperto (come un bibliotecario) se abbiamo bisogno di aiuto per l’autenticazione del materiale. È un buon inizio per interagire con notizie affidabili (ad esempio, NPR, PBS, giornale locale), ma è più sicuro non fidarsi solamente di un punto vendita o di una piattaforma social senza una verifica.

Tsipursky e Morford (2018) suggeriscono che gli utenti si impegnano pubblicamente a verificare i contenuti, citando fonti e chiarendo le informazioni che condividono su Internet. Le persone che aderiscono al Pro-Truth Pledge si impegnano anche a educare gli altri al riconoscimento delle fake news che pubblicano, ritrattando o correggendo eventuali errori. Tutto ciò permetterebbe alla comunità virtuale dell’utente di avere un controllo sulle abitudini di pubblicazione di ciascuno e di prevenire la diffusione di informazioni errate.

La formazione alla discriminazione e il Pro-Truth Pledge potrebbero essere facilmente integrati in qualsiasi programma di alfabetizzazione mediatica. Si spera che indirizzando gli utenti Internet giovani ed esperti dell’utilizzo di questi programmi, molte comunità trarranno beneficio dalla ricchezza di informazioni su Internet con una minore esposizione a fake news, propaganda e discorsi di incitamento all’odio.